
TANTRA - LA GUARIGIONE DELL'ADOLESCENZA (Osho Times, Italia, 2006)

Scrivere indirizzandosi a un diario, come fa Melissa Panarello
nel suo best seller “Cento Colpi di Spazzola prima di andare a dormire”,
è in effetti un’ottima idea. Di sicuro, è meglio che scrivere
a Dio. Almeno, un diario può simboleggiare la parte più saggia
di te, quella a cui puoi confidare tutto incondizionatamente.
Invece,Dio sembra avere una sua opinione fissa per ogni cosa. Per di pù,
queste sue opinioni sono per la maggior parte basate su leggi e regole altrettanto
decrepite quanto la vecchia umanità. E a parte questo, resta sempre questa
sua abitudine divina, specialmente nell’ambito del Cattolicesimo, di sbirciare
dalla serratura per vedere che cosa facciamo; per cui, anche se gli confidiamo
le cose, lui in realtà le sa già, e meglio di noi.
Specialmente quando si tratta di sesso. Sarebbe interessante domandarci quanto
ci sentiamo costantemente osservati e giudicati. A livello inconscio. Sembra
proprio che quando siamo a letto non ci sia consentito di essere per conto nostro.
Questo ci rammenta un film americano che abbiamo visto tempo fa: la coppia è
seduta sul letto, e tra di loro cominciano a sorgere grossi malintesi. Dopo
poco, si mettono a litigare. Poi la scena si apre a grandangolo, e accanto a
loro, seduti al loro fianco, si possono vedere I genitori di entrambi, che commentano
ad alta voce criticando figli e consorti dei figli. Se non è il Padre
eterno, ci sono sempre i santi genitori che sono a letto con noi e con i nostri
partner, per dirigere e controllare tutto.
Abbiamo così tante cose da dire al nostro diario. Cose che di solito
non diciamo così facilmente ad altri. Potremmo riempire un numero considerevole
di pagine con I nostri segreti e i nostri desideri, specialmente tutti quelli
che hanno a che fare con la sensualità, col sesso e con l’intimità.
La nostra capacità immaginativa é illimitata. Dentro ognuno di
noi, vive ancora un bambino con un suo mondo magico, in cui accadono cose che,
come già sappiamo da bambini, non accadono mai nella vita quotidiana.
Nel modo in cui veniamo cresciuti, e nell’essere esposti all’ambiente
che ci circonda, la nostra fantasia viene ridotta di molto. Da bambini, ci piace
tanto giocare diversi ruoli e mettere in scena diverse immagini. In realtà,
attraverso questi giochi impariamo che l’identità non è
un qualcosa di statico e fisso, ma un fenomeno vivo e in perpetuo movimento.
Quando giochiamo al “dottore”, o a “mamma e papà”,
esploriamo come ci piacerebbe essere, e ci permettiamo di essere curiosi e illimitatamente
inventivi…
Più tardi, quando entriamo dell’adolescenza, gli ormoni si risvegliano,
e noi ci troviamo a fronteggiare un’incontenibile esplosione di sensazioni
erotiche. Se siamo ben preparati,non essendo stati puniti o repressi da bambini,
potremo attingere in modo naturale alla nostra intrinseca capacità di
immaginazione e fantasia.
C‘è un intero mondo di sensazioni da esplorare. Specialmente le
sensazioni che hanno a che fare con il nostro corpo e la nostra sensualità.
C’è un intero mondo segreto da scoprire, multicolore, giocoso,
pieno di sensazioni.
Ed è proprio a questo punto che Dio ricomincia a sbirciare dal buco della
serratura. Non ci rimane che esplorare segretamente, con serietà e senza
umorismo. Non è per nulla divertente sperimentare che cosa ci piace e
cosa sentiamo, quando di fondo ci sentiamo osservati e controllati mentre lo
facciamo. Sotto le nostre coperte c’è un mondo caldo e fumante,
ma sopra, tutto deve rimanere virgineo, pulito e chiaro.
Non ci rendiamo nemmeno più conto di quanto ci manchi, questo mondo di
scoperta e fantasia. Comunque sia, il mondo ci offre un’alternativa ragionevole:
la pornografia. E’ un po’ come se ci fosse proibito gustare le prime
fragole fresche della stagione, e ci fosse invece consentito andare al supermercato
e comprare come compensazione un surrogato chimico. Questo sostituto ha lo stesso
aspetto dell’originale, ti fa addirittura provare cose simili, ma non
è la stessa cosa. La pornografia non ha bisogno di fantasia o immaginazione.
E’ l’occhio di Dio, questa volta eccitato, che sbircia dalla serratura.
Non richiede la tua partecipazione, è sufficiente di per sé. Eppure,
è molto attraente.
Dopo
essere stati privati di cibo reale, siamo pronti ad accettare qualsiasi alternativa
si presenti.
Ora immagina di arrivare in un gruppo di Tantra. Hai già partecipato
ad un gruppo di Primal, perchè questo è un prerequisito all’ingresso
nel Tantra. Hai esplorato e individuato di che cosa la tua anima è stata
derubata durante l’infanzia, e come a queste qualità essenziali
è stata sostituita una personalità falsa. Ora, vuoi ritrovare
l’amore che un tempo provavi per te stesso. L’esplorazione si volge
verso l’area della masturbazione. Forse, è la prima volta in vita
tua che sei invitato a parlarne.
Ti ritrovi a ridere di situazioni che un tempo sembravano terribilmente serie.
Qualcosa comincia ad aprirsi e rilassarsi. Hai le guance rosse, e cominci a
divertirti. Quando vieni poi provocato a condividere le tue fantasie erotiche,
e ti viene chiesto di farlo nel modo più variopinto, esotico e giocoso
che puoi, forse all’inizio ti sentirai spaventato o eccitato.
Ma in effetti c’è una grande energia vitale che si riapre…dell’energia
che forse ha smesso di fluire tanto tempo fa, e che è rimasta stagnante
o segreta. Dell’energia che ti fa sentire bene, che dà succo e
colore alla tua vita. In quel momento, non ti senti più isolato. Al contrari,
ti senti parte di un vasto mondo dei sensi, con un grande potenziale. E’
l’inizio di un nuovo fluire: energia che può in sé diventare
delizia.
Amare se stessi significa anche amare il proprio corpo. Il corpo è sacro,
non come un tempio freddo, ma succoso come una giornata d’estate.
Ai vecchi tempi, l’esplorazione sessuale del nostro corpo è per
lo più avvenuta in modo affrettato e veloce. Rilascia e dimentica. Se
questa esplorazione diventa una meditazione, tutto assume un significato diverso.
Piano piano, esplori ogni millimetro del tuo corpo, ti sensibilizzi e trovi
tutti i tuoi punti erotici, scopri come ti piace essere toccato, o come ti piace
toccare. Amando te stesso, il tuo odore, il tuo sapore, la sensazione della
tua pelle, l’area dei genitali, tutto compreso, nessuna zona tabù
che si deve accuratamente evitare, tutto diventa giusto, ci si espande, ci si
lascia andare….questo diventa un atto sacro, una meditazione, focalizzata
sul momento….
Come possiamo mai comunicare pienamente e vivere intensamente il linguaggio
dell’amore, se non ci è mai stato consentito di impararlo? Nei
sui discorsi sulla Visione Tantrica (vol2, numero 4), Osho dice:
La gente è mantenuta in scatole separate
con grandi mura attorno ad esse. Ognuno è classificato, e ci sono mille
e una barriere. Sì, un giorno, dopo venticinque anni di questo training,
all’improvviso ti è concesso fare all’amore con tua moglie.
Ma oramai il training è andato troppo in profondità, e all’improvviso
non sai più che cosa fare. Come fare ad amare? Non ne hai imparato il
linguaggio.
E’ come se ad una persona fosse stato proibito parlare per venticinque
anni. Semplicemente ascolta: per venticinque anni gli è stato proibito
di dire anche una sola parola, e poi all’improvviso lo metti sul palcoscenico
e gli dici “Facci un grande discorso”. Cosa accadrà? Cadrà
per terra, sul posto. Forse sverrà, forse morirà…venticinque
anni di silenzio, e ora all’improvviso ci si aspetta da lui un grande
discorso. Non è possibile.
E’ questo che accade: venticinque anni di anti-amore, di paura, e poi
all’improvviso ti è legalmente permesso---è rilasciata una
licenza, e “Ora tu puoi amare questa donna. Questa è tua moglie,
tu sei suo marito, e ti è concesso amare”. Ma dove andranno a finire
quei venticinque anni di training sbagliato? Rimarranno lì. Sì,
“amerai”…farai il gesto. Non sarà esplosivo, non sarà
orgasmico: sarà molto piccolo.
Il mondo si aspetta da noi che noi siamo sessuali, ma al tempo stesso non vuole
che noi lo siamo. OK, la prestazione è concessa. Guarda un qualsiasi
programma televisivo in Italia e noterai che il sesso è sempre alla ribalta,
in un modo o nell’altro.
Ma questo tipo di sesso non contiene molta realtà, sensibilità
o curiosità. E’ predefinito, l’intero atto è già
pianificato, devi solo copiare. Ma copiare non dà mai autentica soddisfazione.
Finché tu non sei veramente te stesso, manca qualcosa di essenziale.
Ma come trovare questo “te stesso”? Dopo che per anni ti è
stato continuamente ribadito che tu non sei abbastanza bravo, o che sei inadeguato,
o troppo esigente, o sbagliato? Dovrai cominciare ad educare te stesso. Nel
Tantra, il processo di guarigione dell’adolescenza, sei guidato passo
dopo passo, in modo protetto, con consapevolezza, attraverso il panorama dell’esplorazione
sessuale.
E questo viene fatto con rispetto, ma non in maniera “santa”, è
fatto con sensibilità, ma non con permissività. E’ un percorso.
E’ variopinto, divertente, non serio,
trasformativo
ed è una bella sfida. Ti permette di esplorare anche le parti negate
di te stesso, quelle che hanno continuato a crescere nell’oscurità
del nostro inconscio, nella cantina del nostro essere. Le parti di noi stessi
che sempre nascondiamo e verso cui siamo perennemente attratti. Tiriamolo fuori
dalla cantina, questo mondo interiore di personaggi Felliniani, questo mondo
teatrale Pasolinano.
Fintantoché queste dimensioni rimangono nascoste, esse occupano una grande
porzione della nostra energia. Lasciamole venire in superficie. Nel Tantra,
tutti i lati di noi stessi, luminosi e oscuri, sono invitati a partecipare.
Insieme, essi generano un gande potenziale di trasformazione. Una volta che
le energie opposte della luce e dell’oscurità si trascendono a
vicenda, si creano più consapevolezza, più libertà, più
amore.
Se invece vengono mantenute divise, questa spaccatura si aggiunge ad una divisione
già esistente e profonda nell’essere umano. E ciò che mettiamo
nella cantina del nostro essere non scompare nel nulla. Trova semplicemente
il proprio modo per uscire. Il pericolo di malattie trasmesse attraverso il
sesso ha a che fare col mantenere la sessualità, la sensualità
e l’amore nella parte oscura di noi stessi. Se usato in modo inconscio,
con poca o nessuna consapevolezza, ciò che potenzialmente è nettare
diventa veleno. Lo stesso atto di amore, di passione, di unione, diventa un
atto rischioso, che può addirittura ucciderci.
Ma la risposta non può essere nel reprimere di nuovo tutto. Questa volta
l’umanità è provocata a trovare risposte completamente nuove,
con una consapevolezza completamente nuova.
Nel suo libro, Melissa Panarello descrive la sua esplorazione del sesso senza
guida, all’età di sedici anni. In poco tempo, “Cento colpi…”
è diventato un bestseller a livello internazionale. La gente ne ha abbastanza
di essere controllata da Dio,dai genitori e dalla società. Lo stile amorale
del libro sfida le vecchie credenze di quello che si deve e non si deve fare.
E’ una ragazza che scrive, un’adolescente. Lei riesce a provocare
lo status quo del sesso, repressivo o permissivo che sia.
E’ un buon segno. Quando sempre più individui esplorano l’autentico
potere e la vera libertà dell’adolescenza, e scoprono nuovi modi
per contattare e guarire le ferite che sono state create in quel periodo, emergerà
una nuova maturità, un nuovo modo di essere adulti, una nuova umanità,
come la descrive Osho nella sua “Visione Tantrica” (vol2, numero
7)
Questa visione Tantrica è una delle più grandi visioni mai sognate dall’umanità: una religione senza preti, una religione senza tempio, una religione senza un’organizzazione, una religione che non distrugge l’individuo, ma lo rispetta tremendamente, una religione che dà fiducia all’uomo e alla donna ordinari.