
NATO DUE VOLTE- UNA SECONDA CHANCE
Premartha and Svarup hanno lavorato nell’ambito della terapia Olistica per molti anni. Sono dei meravigliosi creatori, eccellenti insegnanti, e compassionevoli compagni di viaggio. Insieme, conducono il processo Nato Due Volte: Primal-Decondizionamento dall’Infanzia,
I riti di passaggio sono sempre esistiti in tutte le culture antiche di questo
pianeta. Il loro intento era quello di aiutare gli individui, attraverso specifici
rituali, a lasciarsi alle spalle stadi superati e vecchi della loro vita, e
ad entrare nel nuovo.
Nella vita di oggi, questi riti di passaggio non sono più usati consapevolmente.
Si ritrovano ancora degli elementi di essi per esempio nei festival o nei raduni
musicali, o in avvenimenti sportivi o religiosi. In queste situazioni, in maniera
collettiva, attraverso la danza, il canto, o le sostanze che alterano la coscienza,
o semplicemente tramite l’incontro e la connessione, la gente trascende
i propri limiti abituali, ed entra in aree di se stessi a loro poco conosciute.
Questi raduni collettivi producono già dei cambiamenti. Tuttavia, essi
non affrontano le tematiche dei condizionamenti personali, ricevuti fin dalla
più tenera infanzia, che ci legano e ci trattengono individualmente al
passato e al conosciuto. A causa di questi condizionamenti, non ci è
possibile affrontare la vita in modo fresco e nuovo. Già da giovani,
tendiamo a vedere la vita attraverso occhi vecchi.
La
Nato due Volte - Primal è un processo di gruppo disegnato in modo specifico
per affrontare I condizionamenti del passato. Aiuta i partecipanti a diventare
consapevoli delle loro tematiche irrisolte dell’infanzia, e a liberarsene.
Come per esempio G., un giovane ventisettenne, figlio di genitori entrambi psicologi,
con una buona educazione, alle prese con una seconda laurea, il quale, considerando
tutto ciò, dovrebbe essere felice e soddisfatto della propria vita.
Ma lui non lo è. Dentro di sé, egli ode continuamente I messaggi
che provengono dai suoi genitori, le loro speranze e aspettative nei suoi confronti,
e tutto ciò lo paralizza. A causa di questo, lui si ritrova a sabotare
i propri studi, e a ritrarsi dal mondo. Il mondo non lo attrae. Gli sembra tutto
prevedibile e vecchio.
Quando G. viene al gruppo di Primal, all’inizio si sente in imbarazzo.
Ci sono altri che hanno problemi molto più importanti dei suoi. C’è
gente che menziona violenza, abuso, abbandono nella propria infanzia. Lui prova
anche invidia, perché li vede esprimere così appassionatamente
le loro emozioni a riguardo della loro infanzia, mentre, quando è lui
a parlare, tutto suona così piatto.
I condizionamenti possono prendere forme molto diverse. Possono essere installati
attraverso l’invasione fisica, come le botte o il rifiuto di contatto.
Oppure emotivamente, attraverso il sabotare o il negare il sentire del bambino,
oppure a livello mentale, non dando al bambino la possibilità di scoprire
chi è veramente, e cosa realmente gli piace.
Non sono ci impongono regole su come essere, ma si frappongono anche alla nostra
ricerca di chi siamo realmente. Siamo condizionati da famiglia, scuola, religione,
e ambiente. Molto di tutto ciò non accade a livello consapevole. La gente
che ci condiziona per lo più sta semplicemente passando a noi ciò
che è stato fatto a loro. I genitori di G., hanno passato inconsapevolmente
a lui tutta la pressione che loro avevano ricevuto dal loro ambiente circostante
riguardo al loro status, al lavoro, al denaro. Non volevano distruggere la sua
vita di proposito. Eppure, il risultato del loro condizionamento è che
G. non riesce a trovare la propria direzione, la sua volontà di vivere.
La situazione è diversa per A. Lei
è una donna sui 40 anni. Da bambina, è stata picchiata, violata
e abusata dal padre sin dalla più tenera età. Non ricorda il momento
in
cui ha cominciato a chiudersi, e diventare dura e aggressiva come lui. Lei si
odia per essere diventata così. Eppure, sarebbe troppo minaccioso per
lei rilassarsi ed essere morbida. E in questo modo, lei distrugge tutte le sue
relazioni.
Quando lei entra nel gruppo di Primal, si è appena separate da un alcolizzato
col quale aveva una lunga convivenza. Dice di non sentire nulla, solo un costante
mal di stomaco che non se ne va più via. Quando lei condivide, tutti
la ascoltano. La gente è toccata dal dolore che emerge.
Il dolore inespresso del passato costituisce un blocco molto grande che ci
impedisce di essere nel qui e ora. Aneliamo ad aprirci, ad avere fiducia, ad
essere ispirati, creative, ma I condizionamenti del passato bloccano tutto questo
potenziale.
Nei gruppi, I partecipanti cominciano piano piano a riconoscere e ad ammettere
I loro condizionamenti. Si sentono convalidati in questa esperienza, ascoltati.
Forse questa è la prima volta che qualcun altro li rispecchia in questo
modo. Tutti comnciano a sentire la forza di sostenersi sulle proprie gambe,
e difendersi. La capacità di schierarsi dalla parte del bambino del passato,
quel bambino che ancora vive dentro di loro. E’ come se l’antico
guerriero dentro di loro si risvegliasse.
Per la prima volta, G. ammette di avere della
rabbia dentro. Egli comprende di avere rigirato tutta questa rabbia contro se
stesso. E’ la rabbia contro i suoi genitori ben intenzionati,, che non
gli è consentito attaccare. Quando lui finalmente la esprime, diventa
vivo,visibile, un uomo.
A. riconosce in modo profondo il proprio dolore, e la tristezza per avere perduto
la sua infanzia. Le lacrime che sgorgano la addolsciscono, lei diventa morbida,
più femminile.
Dopo un una fase nel gruppo di pulizia delle ferrite del passato, sia G. che
A. si sentono pronto per riaprirsi nuovamente nei confronti dei propri genitori.
Solamente che questa volta l’apertura origina da un sentire diverso. Non
dalla rassegnazione o dalla paura, ma dalla comprensione che al di là
di tutti i condizionamenti negativi, senza amore, che loro hanno ricevuto, ci
sono anche dei doni da parte dei loro genitori e dal loro passato, e che è
necessario aprirsi per riceverli.
Entrambi scoprono che c’è ancora un bambino dentro di loro, ancora
vivo. Un bambino che nessuno di loro due conosce molto bene. Durante una delle
meditazioni attive, loro due si incontrano, nello spazio del bambino, e, per
la prima volta in vita sua, G. diventa completamente selvaggio, salta, grida,
fa smorfie, mentre A. si permette di fidarsi dell’esplosione di G, senza
andare in panico o attaccare. Entrambi hanno riconquistato la loro connessione
con la loro energia originaria di bambini.
Il
processo di Primal che abbiamo chiamato Nato Due Volte ti dà in effetti
una seconda chance. Sei tu che la dai a te stesso. E’ la scelta di non
sprecare tempo nella nostalgia, o nelle vecchie ferite, e di non rimanere vincolato
al passato, in un modo o nell’altro.
Ti insegna che anche tu puoi prenderti una seconda chance. E che te la meriti.
I
Una volt ache hai compreso questo in modo profondo, puoi cominciare a riconoscere
che la vita ti dà continuamente miriadi di nuove chance, Che I vecchi
condizionamenti, che ti hanno fatto credere che dobbiamo fare tutto giusto e
perfetto al primo tentativo, è un concetto obsoleto. Imprarerai che la
vita è un esperimento. Che ti invita a giocare, scoprire, continuando
ad andare avanti. Charavedi, dice Buddha: continua ad andare avanti