{"id":2922,"date":"2018-03-06T11:45:23","date_gmt":"2018-03-06T11:45:23","guid":{"rendered":"http:\/\/primaltantra.com\/?p=2922"},"modified":"2018-03-06T11:45:23","modified_gmt":"2018-03-06T11:45:23","slug":"identita-e-identificazione-del-terapista-svarup-renudo-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/identita-e-identificazione-del-terapista-svarup-renudo-2018\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0 e Identificazione del terapista &#8211; Svarup &#8211; ReNudo 2018"},"content":{"rendered":"<p>Quando sono approdata a OSHO, ero gi\u00e0 una giovane terapista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi ero formata a Londra negli anni settanta con R.D.Laing, uno dei guru pi\u00f9 famosi del movimento di antipsichiatria. I\u2019idea dietro a questo movimento era, con parole di Laing, che se un gruppo di aerei vola in formazione questo non significa che essi siano \u201cnormali\u201d. Forse proprio l\u2019aereo, l\u2019individuo, che vola da solo fuori rotta \u00e8 quello normale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I mei anni con Laing sono stati incredibili, avventurosi e sicuramente fuori rotta. Io, giovane ribelle inesperta ed entusiasta, gestivo una comunit\u00e0 per persone che erano incorse o rischiavano di incorrere, nell\u2019ospedalizzazione e conseguente trattamento per disturbi mentali.<\/p>\n<p>Nella comunit\u00e0 non c\u2019erano psicofarmaci, solo un gruppo di persone alla ricerca della loro integrit\u00e0 psicofisica. Ogni tanto qualcuno attraversava un episodio psicotico, e un gruppo di amici esterni veniva a sostenerlo insieme a me con l\u2019occasionale presenza di Laing. Devo dire che attraverso la dedizione di queste persone, studenti, antropologi, psicologi e ricercatori, e il genio folle di Laing, la persona tornava in s\u00e9, magari dopo una o due settimane senza sonno per tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo ambito, ho imparato il servizio, la cura per gli altri, l\u2019andare fino in fondo con qualcuno.<\/p>\n<p>Ma raramente avevo il tempo o l\u2019inclinazione a guardarmi dentro: la ricerca dello straordinario era per me anche una diversione dalle mie tematiche irrisolte. Era un modo, mi resi conto pi\u00f9 tardi, per lasciare che fossero gli altri, i \u201cpazienti\u201d a vivere ed agire il mio caos interiore. In quel periodo, ero fermamente identificata col mio ruolo di terapista \u201csana\u201d amica dei \u201cmatti\u201d contro l\u2019establishment&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A un certo punto, il mio corpo ha ceduto. Troppe nottate, troppa follia, e soprattutto tanto diniego del dolore che sentivo dentro e che assorbivo dagli altri. Sono tornata in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine di un anno di grande disorientamento, confusione e ricerca, ho trovato OSHO, a quel tempo Bhagwan Shree Rajneesh. Per la prima volta dopo diversi anni, ho fatto qualcosa di veramente sano per me stessa. Ho cominciato a fare le sue meditazioni attive, che includevano catarsi e silenzio, follia e saggezza in ugual misura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019, mi sono ritrovata a Poona, nel suo Ashram, portandomi dietro la mia fama e la mia identit\u00e0 di terapista Laingiana.<\/p>\n<p>Ovviamente, mi aspettavo di continuare ad essere una terapista, e di semplicemente trasferire le mia capacit\u00e0 e qualifiche al lavoro individuale e di gruppo che accadeva attorno al Maestro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con mia grande sorpresa, quasi subito mi \u00e8 stato detto di smettere di fare la terapista, e mi \u00e8 stato assegnato un altro lavoro, quello di occuparmi insieme a un paio di altre ragazze della vendita dei biglietti per i discorsi di OSHO, che allora accadevano ancora in un luogo che non poteva contenere le migliaia di persone che continuavano ad arrivare.<\/p>\n<p>Era un lavoro di calcolo, un contatto con le persone che venivano a fare la fila per i limitati biglietti che mi sembrava estremamente superficiale e fuggevole. Mi sentivo invisibile, e non riuscivo proprio a capire perch\u00e9 queste mia qualit\u00e0 di terapista, guadagnata a costo di sofferenza e notti insonni, non potesse essere utilizzata in questo nuovo contesto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scrissi una lettera a OSHO, chiedendogli come mai questa scelta di escludermi dal lavoro con gli altri. La sua risposta giunse il giorno stesso: \u201cNon importa quello che fai, ma come lo fai&#8230;goditi la vita&#8230;\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inizialmente, non capii. Mi sentii di nuovo incompresa, sminuita. Passai un periodo di grande rabbia, dolore e confusione. Ma continuai a vendere i biglietti.<\/p>\n<p>Poi per\u00f2, piano piano, il suo messaggio si fece strada. Seduta all\u2019ombra di un grande albero all\u2019aperto, circondata dalla natura tropicale e dai suoni di pavoni, rickshaws, e musica, cominciai a connettermi in modo nuovo con le persone che venivano a comprare i biglietti. Senza la \u201cprotezione\u201d del mio vecchio ruolo, potevo parlare con chiunque liberamente, ridere e scherzare come non avevo fatto da tanto, e soprattutto senza dovermi accollare il loro dolore e sentirmi migliore di loro per questo. Dopo tutti quegli anni straordinari, finalmente scoprii l\u2019ordinariet\u00e0, il semplice contatto umano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo, OSHO aveva creato una processo di terapia \u201cmeditativa\u201d, la Mystic Rose. Si chiamava \u201cterapia\u201d in quanto aveva degli effetti di grande guarigione sull\u2019emotivit\u00e0, e \u201cmeditativa\u201din quanto creava uno spazio di silenzio e consapevolezza. La Mystic Rose consisteva di una settimana di ridere senza motivo per tre ore al giorno, una settimana di pianto senza motivo per tre ore al giorno, e alla fine una settimana di silenzio e osservazione per tre ore al giorno. I terapisti che la conducevano dovevano semplicemente introdurre il processo e poi ridere, piangere e meditare proprio come i partecipanti.<\/p>\n<p>Quando mi venne chiesto di imparare a condurre questo processo, ero pronta. E ogni Mystic Rose che condussi in quel periodo fu per me di profonda guarigione esattamente quanto lo fu per i partecipanti. L\u2019ultima che condussi fu proprio quando il Maestro lasci\u00f2 il corpo, e la grande sfida fu ridere e piangere e meditare di fronte alla perdita di OSHO nella sua forma fisica. Un grande regalo, davvero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel giro di poco tempo, mi fu chiesto di condurre gruppi di Primal, un lavoro sul decondizionamento dalle problematiche dell\u2019infanzia, che divent\u00f2 il mio grande amore, e che ancora conduco in giro per il mondo insieme al mio compagno Premartha.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E in questo nuovo contesto incontrai di nuovo lo spettro dell\u2019identificazione. Parte del lavoro di Primal \u00e8 la ribellione, la catarsi, l\u2019espressione di ci\u00f2 che \u00e8 rimasto bloccato dentro dall\u2019infanzia. Incitare ribellione mi risultava facile, e i partecipanti ne traevano davvero beneficio.<\/p>\n<p>Inizialmente, mi identificai di nuovo senza rendermi conto nella \u201csalvatrice ribelle\u201d, che si accollava la causa di tutti gli altri bambini del mondo, ma non riusciva a lasciarsi andare alle sue fragilit\u00e0, sia come figlia che anche come madre. Era difficile per me come terapista toccare e trasmettere compassione, compassione per l\u2019imperfezione umana dei nostri genitori, compassione per noi stessi e gratitudine per la vita che ci \u00e8 stata comunque donata. Lo sentivo inizialmente come una perdita di potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono davvero stati i partecipanti ad insegnarmi a rispettare la vulnerabilit\u00e0 in me e negli altri, e a scendere dal mio cavallo di battaglia. Per tutti, chi pi\u00f9 e chi meno, la rabbia era solo un passaggio verso un sentire pi\u00f9 delicato e empatico. Riconoscere questo sentire in loro passava attraverso il riconoscimento di questo sentire anche in me stessa&#8230;.nei primi anni di questo lavoro piansi tanto, specialmente quando i partecipanti toccavano la ferita dell\u2019abbandono. E questa volta non piangevo per loro, ma con loro, sentendo non solo di avere subito anch\u2019io questa ferita, ma di averla anche inflitta a mio figlio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello che ho imparato da tutto ci\u00f2 \u00e8 che il lavoro di terapia apporta un grande beneficio anche se il terapista si barrica dietro al suo ruolo, ma che la pi\u00f9 grande trasformazione \u00e8 quella che terapista e partecipante condividono quando c\u2019\u00e8 fluidit\u00e0 e amicizia, non pi\u00f9 separazione ma scambio.<\/p>\n<p>E che non bisogna mai dimenticarsi di nutrirsi, di godere la vita nei suoi aspetti pi\u00f9 umani e ordinari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando sono approdata a OSHO, ero gi\u00e0 una giovane terapista. &nbsp; Mi ero formata a Londra negli anni settanta con R.D.Laing, uno dei guru pi\u00f9 famosi del movimento di antipsichiatria. I\u2019idea dietro a questo movimento era, con parole di Laing, che se un gruppo di aerei vola in formazione questo non significa che essi siano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[100],"tags":[],"class_list":["post-2922","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2922"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2924,"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2922\/revisions\/2924"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.primaltantra.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}